ARQUATA SCRIVIA AC374V CASA SEMINDIPENDENTE


AC374V: Casa semindipendente d mq. 240 + Giardino di mq.600 e Terreno di mq, 2800 scoscesi.
NEL COMUNE DI ARQUATA SCRIVIA
In gradevole contesto collinare, ideale per chi è alla ricerca di una soluzione con spazi generosi, lontana dal caos cittadino
Casa semindipendente di ampia metratura in ottimo stato con giardino e terreno circostante di circa 600 mq.  e mq. 2800 scoscesi la soluzione di circa 240 mq è disposta su due livelli oltre al piano sottotetto perfettamente ristrutturatoi adibito a mini alloggio completo di bagno e zona cottura. Ottimamente conservata e parzialmente rinnovata negli impianti,  è certamente capace di rispondere egregiamente ad esigenze di qualità e spazio e si presta ad ospitare anche due nuclei familiari.
    • La casa, caratterizzata dall'ampia metratura, dalle rifiniture  particolareggiate come il cotto di impruneta e infissi con doppi vetri realizzati da artigiano locale e dall'impiantistica di moderna concezione, è distribuita su tre livelli collegati da una caratteristica scala  in Pietra di Luserna.
    • Piano terra
    • Il Piano Terra di mq. 80 c/a caratterizzato da Ampio ingresso, Salone/pranzo con muri in pietra a vista, con  apertura sulla Terrazza e sul Giardino, la Cucina abitabile, il corridoio, la Camera studio  e altra Camera più Bagno privato 
    • Piano primo
    • Il primo piano di mq. 80 c/a, caratterizzato dalle travi in legno a vista, presenta una spaziosa camera  da cui si puó godere di una piacevole sulla valle sottostante, due destinate a ulteriori camere, il bagno e un grande locale ripostiglio.
    • Piano Sottotetto
    • Il piano sottotetto di mq. 80 c/a, caratterizzato da un alloggio open space con ampie vetrate con vista sulla valle sottostante, completa di bagno e zona cottura
    • Giardino 
• Il  Giardino di mq. 600 c/a, Pianeggiante e Carrabile con Serra.

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Crowdfunding immobiliare: in Italia a che punto siamo?

Si dice crowdfunding e si legge “futuro”, o almeno si pensa ad una piattaforma di finanziamento non certo secondo i canoni tradizionali che passano per prestiti bancari o sottoscrizioni di azionisti. Processi spesso complessi che possono mettersi di traverso alla realizzazione di aziende innovative.

Il crowdfunding sta diventando una fonte di finanziamento interessante in molti settori, compreso quello immobiliare. A che punto siamo in Italia? idealista/news ne ha parlato con Marco Daviddi di EY.


Anche il real estate, settore da sempre caratterizzato finanziariamente da una certa staticità, sta guardando con interesse alla possibilità di finanziare specifici progetti attraverso quelle che sono piattaforme basate sul web a cui qualsiasi piccolo e piccolissimo investitore (anche singole persone) possa connettersi per dare il proprio contributo. In questo modo si riducono le commissioni al finanziatore e i passaggi burocratici, mentre si assicura maggiore trasparenza dei dettagli del progetto, accessibili a tutti.

I numeri della crescita del crowdfunding immobiliare nel mondo parlano, se non di un fenomeno in assoluto rilevante (8 miliardi di finanziamento real estate su un totale di 84 miliardi, di cui i tre quarti negli Usa), sicuramente di un metodo di finanziamento che riscuote crescente interesse.

Un report di EY ha dedicato un focus particolare al crowdfunding immobiliare. idealista/news ha chiesto a Marco Daviddi, Mediterranean Transaction Advisory Services Leader di EY, di commentare alcuni aspetti del fenomeno.

Cosa è il crowdfunding e come si applica al settore immobiliare?

“In generale il crowdfunding si identifica nella raccolta di somme da parte di una molteplicità di investitori “retail”, effettuata tramite una piattaforma web-based, allo scopo di finanziare un determinato progetto promosso dalla piattaforma stessa. Nato negli USA nel 2008 in risposta alla difficoltà da parte di imprese e imprenditori nel trovare fonti di finanziamento, questa strategia di investimento alternativa si è progressivamente sviluppata nel resto del mondo”.

Quali tipologie operative vi risultano finora?

“I modelli di crowdfunding sono principalmente due, finanziario e non-finanziario, a seconda che il capitale impiegato venga remunerato tramite rendimento oppure no. Il modello finanziario include il lending e l’equity crowdfunding. Quello non-finanziario, invece, comprende le donazioni e il finanziamento basato su ricompense da parte di privati”.

Quale delle due risulta più interessante?

“La tipologia che sta via via prendendo sempre più piede è quella finanziaria, basata quindi sulla remunerazione del capitale tramite rendimento: il lending crowdfunding, infatti, permette all’investitore di diventare finanziatore nei confronti del promotore, in cambio di un interesse periodico fisso o indicizzato; l’equity crowdfunding, invece, permette all’investitore di diventare effettivamente socio della società promotrice del progetto, ricevendo la corrispondente quota di utile generato dal progetto stesso, sulla base di meccanismi di governance di volta in volta proposti agli investitori, assumendo comunque il rischio connesso con l’operazione stessa”.

Quali settori sono maggiormente interessati da questo genere di finanziamento?

“Ad oggi, le piattaforme di crowdfunding sono molto numerose e raccolgono capitale su industry molto diversificate, tra cui entertainment, music, social cause, imprenditoria. Sul settore real estate stiamo assistendo a un grande e veloce sviluppo, specie a livello internazionale e ora anche in Italia, a partire dalla fine 2017, quando è stata modificata la normativa italiana, aprendo la possibilità di utilizzare questo strumento anche al di là delle PMI innovative”.

Quanto è usato tale strumento nel real estate italiano? Quanto è “avanti” il nostro mercato rispetto a quello di altri Paesi?

“In Italia siamo ancora agli inizi, ma è un avvio promettente. Tra il 2015 e il 2018 sono stati raccolti complessivamente circa €250 milioni, con una quota di circa €112 milioni nel solo 2018, in tutti i settori, a fronte di un mercato mondiale che, sempre nel 2018, è valso una raccolta complessiva di circa 80 miliardi di dollari USA. Il settore immobiliare vale circa il 10% della raccolta complessiva fatta nel 2018 e la quota più significativa si concentra negli Stati Uniti (circa 6 miliardi di dollari), seguiti da Europa (circa 1,3 miliardi di dollari) e Asia. Comunque, sulla base dei dati registrati negli ultimi anni, la regione più promettente sembra essere l’Europa, come testimonia il tasso di crescita tra il 2012 e il 2017 pari a circa il 90%, con circa 50 piattaforme di real estate crowdfunding attualmente autorizzate nel nostro continente, contro le circa 35 sul mercato statunitense”.

Quali potenzialità ha questo strumento per il settore immobiliare?

“In generale le potenzialità connesse con il crowdfunding nel settore immobiliare appaiono rilevanti. Seppure i numeri in Italia ad oggi siano ancora contenuti, la visibilità che stanno acquisendo le piattaforme specializzate ci rende confidenti sulle aspettative di crescita. Del resto, è un settore non solo dinamico, ma anche molto giovane, tenendo conto che il crowdfunding è stato ufficialmente approvato dalla regolamentazione vigente come fonte di finanziamento per le PMI non innovative e quindi anche per il finanziamento di operazioni immobiliari, solo nel 2017”.

Ci sono realtà di spicco in Italia?

“Sulla base dei dati Consob, in Italia sono presenti in totale 30 piattaforme di crowdfunding, di cui 3 specifiche per il settore immobiliare (si tratta di Walliance, Concrete e House4Crowd, ndR). Il dato complessivo sulla raccolta negli ultimi 18 mesi ci risulta pari a circa 10 milioni di euro. Chiaramente numeri molto contenuti, ma, ripeto, siamo all’ inizio e le potenzialità sono rilevanti”.

Quali sono i benefici dell’utilizzare questa forma di finanziamento per opere immobiliari?

“Fattori critici di successo per questi progetti sono: la presenza di un partner operativo con un track record consolidato e dimostrabile (generalmente beneficiario dell’investimento); ridotta complessità amministrativa, che si traduce in basso rischio urbanistico e, quindi, nella immediata cantierabilità del progetto; meccanismi di allineamento di interesse tra promotore / sponsor / piattaforma e investitore. Poiché l’oggetto della raccolta è principalmente rappresentato da immobili value add o sviluppi, il grado di rischio sarà strettamente collegato al rispetto delle tempistiche, in particolare di quelle di vendita, determinanti per la remunerazione degli investitori”.

A quali ambiti si potrebbe potenzialmente applicare il crowdfunding, sempre restando nell’area real estate e servizi annessi?

“Il real estate crowdfunding è un’industria con un fortissimo potenziale di crescita grazie alla sua flessibilità come strumento di investimento e finanziamento. Oltre ai progetti cosiddetti value add o agli sviluppi immobiliari, abbiamo identificato almeno altre due opportunità per cui il crowdfunding può rappresentare una soluzione. Si tratta dell’applicazione del crowdfunding ai crediti Unlikely To Pay (UTP) e Non Performing Loans (NPL) e agli immobili appartenenti alla Pubblica Amministrazione. Nel primo caso il crowdfunding viene applicato al finanziamento di sviluppi immobiliari in cui i costruttori si trovano in difficoltà finanziaria e non dispongono di risorse terminare i loro progetti e ripagare il debito bancario. In questo caso il crowdfunding può colmare questo gap. Nel secondo caso il crowdfunding può essere uno strumento per la ristrutturazione di beni immobiliari appartenenti alla Pubblica Amministrazione, anche in alcuni casi per finalità sociali”.

Si tratta di uno strumento che può avere un futuro in Italia? Perché?

“In Italia, il crowdfunding immobiliare è uno dei settori più promettenti. Mentre per le PMI l'accesso al credito è più facilitato, per il settore delle infrastrutture e per quello immobiliare ci sono ancora numerose difficoltà di accesso. Per questo motivo, il crowdfunding può essere considerato uno strumento aggiuntivo per il finanziamento di progetti immobiliari. Inoltre, l'Italia è stato il primo paese in Europa ad attuare un regolamento completo sull'equity crowdfunding. In questa direzione riteniamo che le piattaforme di crowdfunding possano svolgere un ruolo importante, sia su base nazionale, ma spesso anche su base locale, avvicinando e mettendo a fattor comune progetti sul territorio e la capacità del territorio stesso di fornire risorse, con ampi margini di crescita a supporto dei processi di valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano sia pubblico che privato”.

Spese casa detraibili nel 2019 dal modello 730

Spese casa detraibili nel 2019 dal modello 730

Risultati immagini per detrazioni fiscali 2019


A partire dal 2 maggio e fino al 23 luglio sarà possibile accettare, modificare e inviare il modello per la dichiarazione dei redditi. Anche quest'anno sarà possibile detrarre le spese sostenute a vario titolo per la casa nel modello 730 2019.

Detrazione dell'affitto di casa dal modello 730 per il 2019

Risultati immagini per detrazioni fiscali 2019 affitto



Con la pubblicazione della precompilata 2019 ha preso ufficialmente il via la campagna per la dichiarazione dei redditi 2019. E' infatti possibile scaricare dal sito dell'Agenzia delle Entrate il modello precompilato 730 per il 2019. Anche quest'anno sarà possibile detrarre dal modello 730 l'affitto della casa

Come detrarre l'affitto di casa dal modello 739
I contribuenti possono indicare le spese da portare in detrazione nel rigo E71-E72 del Modello 730 dove, in primis, sarà necessario inserire i dati della locazione, degli inquilini e la tipologia contrattuale. Ecco le spese detraibili:

Lavoratore dipendente che trasferisce la sua residenza per motivi di lavoroDetrazione di 991,60 per redditi inferiori a 15.493, 71 euroDetrazione di 495, 80 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma inferiori a 30.987,41 euroInquilini a basso redditto Detrazione Irpef di 300 euro per redditi non superiori a 15.493, 71 euroDetrazione Irpef di 150 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma inferiori a 30.987,41 euroSe nel corso del periodo di spettanza della detrazione il contribuente cessa di essere lavoratore dipendente, la detrazione non spetta a partire dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale non sussiste più tale qualifica. Il lavoratore, inoltre, deve essere titolare di un contratto di locazione che può essere di qualunque tipo, di unità immobiliare adibita ad abitazione principale

Detrazioni affitto per giovani giovani 


Detrazione di 961,60 euro per redditi complessivi fino a 14,493, 70 euro.Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte del periodo d’imposta. Così ad esempio se il giovane ha compiuto 30 anni nel corso del 2016, ha diritto a fruire della detrazione, nel rispetto degli altri requisiti, solo per tale periodo d’imposta.


Detrazione affitto abitazione principale 2019


La detrazione per l'affitto dell'abitazione principale varia a seconda della tipologia di contratto di locazione che è stato stipulato tra il prorpietario e l'inquilino, quindi dipende se è in cedolare secca (in questo caso varia in base al reddito. Sono 495,80 euro: se il reddito non superiora i 15.493,71 euro; 247,90 euro: se il reddito è tra 15.493,72 e 30.987,41 euro) o tassazione ordinaria (sono 300 euro: se il reddito non supera i 15493,71 euro; 150 euro: se il reddito è tra i 15.493,72 e 30.987,41 euro).Inquilini di alloggi sociali (per il periodo d'imposta dal 2014 al 2017)Detrazione pari a 900 euro per redditi complessivi non superiori a 15.493, 71 euroDetrazione pari a 450 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma non a 30.987,47 euro


Canone concordato detrazione inquilinoDetrazione di 495,80 euro per redditi non superiori a 15.493,71 euroDetrazione di 247,90 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma non a 30.987, 41 euro

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Come effettuare nel 2019 la detrazionedella provvigione pagata all'agenzia immobiliare

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Lunedì 15 aprile è iniziata ufficialmente la campagna per la dichiarazione dei redditi 2019 relativa all'anno di imposta 2018. Anche quest'anno tra le spese che è possibile detrarre dal modello 730 ci sono le provvigioni pagate all'agenzia immobiliare.

I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l'acquisto dell'immobile è effettivamente concluso. In caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso

La detrazione spetta a condizione che l’immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale. In particolare:
per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
l’unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale entro i termini previsti dalla lett. b) dell’art. 15 del TUIR, concernente la detrazione spettante per gli interessi passivi pagati per i mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale e, quindi, ordinariamente entro un anno dall’ acquisto, salvi i diversi termini per le eccezioni ivi previste Considerato l’esplicito riferimento della legge all’acquisto dell’abitazione principale, la detrazione spetta esclusivamente all’ acquirente dell’immobile; il venditore, pertanto, non può beneficiare della detrazione in esame anche se ha corrisposto la relativa provvigione all’ intermediario immobiliare. La detrazione non spetta se le spese sono sostenute nell’ interesse dei familiari fiscalmente a carico. 

Se l'unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Il beneficio, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell'immobile, in percentuale, qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari. Nell'ipotesi di

Fattura intestata a un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di consentire la detrazione pro-quota anche al comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest'ultimo
Immobile intestato a un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e a un'altra persona, al fine di consentire la detrazione dell'intero importo all'unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l'onere per l'intermediazione è stato sostenuto interamente da quest'ultimo
Fattura intestata esclusivamente a una persona che non sia proprietaria dell'immobile, le spese per l'intermediazione non potranno essere detratte neanche dal proprietario
Requisiti agenti immobiliari
Per poter usufruire delle detrazioni gli immobiliari devono essere iscritti come agenti immobiliari in base alla legge n 39 del 1989 che ne disciplina anche le modalità e funzioni

Documenti da conservare
Documentazione da controllare e conservare. Con la Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.8 è stato precisato che:la detrazione non spetta se la fattura rilasciata dall’ intermediario immobiliare è intestata ad un soggetto non proprietario;nel caso in cui la fattura è intestata ad un solo proprietario ma l’immobile è in comproprietà, è necessario integrarla con i dati anagrafici del comproprietario mancante;se la fattura è intestata al proprietario dell’immobile e ad un altro soggetto non proprietario, è necessario che in fattura venga specificato (o integrato) che l’onere è stato sostenuto solo dal proprietario.
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Detrazioni mutuo nella dichiarazione dei redditi, come risparmiare

Detrazioni interessi casa
Arriva la dichiarazione dei redditi 2019: come risparmiare se si sta pagando un mutuo? Ecco le detrazioni possibili.

Come sempre, anche per quest’anno chi sta pagando un mutuo ha la possibilità di detrarre il 19% degli interessi passivi e degli oneri accessori, con un tetto massimo di 4 mila euro (e quindi di 760 euro di detrazione), se il finanziamento serve all’acquisto dell’abitazione principale. L’importo va segnato nel Rigo E7.

Detrazione mutui, cosa sono gli oneri accessori
Per oneri accessori si intendono:

l’onorario del notaio relativo all’atto di acquisto dell’immobile;le imposte di registro e quelli ipotecarie e catastali;spese sostenute per eventuali autorizzazioni del giudice tutelare e quelle relative ad acquisto nell’ambito di una procedura concorsuale;l’onorario del notaio relativo alla stipula del contratto di mutuo;la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione bancaria;le spese di istruttoria e perizia tecnica;
gli oneri fiscali (compresa iscrizione/cancellazione di ipoteca, imposta sostitutiva sul capitale prestato);la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti;penalità per anticipata estinzione del mutuo;maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni di cambio relative a mutui stipulati in valuta estera.Non sono invece considerate oneri accessori le spese per l’assicurazione dell’immobile richiesta dalla banca per stipulare il contratto di mutuo.

Requisiti per detrarre gli interessi del mutuo
Per poter usufruire della detrazione, il mutuo:

deve essere stato stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi all’acquistodeve essere erogato da un soggetto residente in Italia o nella Comunità Europea deve riguardare un immobile da adibire a prima casa entro i 12 mesi dall’acquisto essere stipulato dal proprietario della casa, non, ad esempio, dall’usufruttuario Dal 2001, la detrazione spetta anche:

dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale e comunque entro due anni dall’acquisto, se l’immobile è oggetto di lavori di ristrutturazione edilizianel caso di acquisto di un immobile locato se la locazione precedente viene dichiarata conclusa entro tre mesi e se, entro un anno dal rilascio, l’immobile è adibito ad abitazione principale;se il contribuente trasferisce la propria dimora per motivi di lavoro oppure in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’immobile non sia affittato.
Mutui precedenti al 1993
Nessuna detrazione invece per i mutui seconda casa stipulati dopo il 1 gennaio 1993. Per i mutui precedenti a quella data è invece possibile una detrazione del 19% ma su un importo massimo di 2095,83 euro e qualora l’abitazione sia divenuta prima casa prima dell’8 dicembre 1993. Per i mutui stipulati nel 1993, la detrazione è valida se l’immobile è stato adibito a prima casa entro l’8 giugno 1994 o se l’acquisto è avvenuto sei mesi prima o dopo la stipula del mutuo.

Detrazione interessi per i mutui costruzione e ristrutturazione
Per quanto riguarda i mutui costruzione e ristrutturazione, si possono detrarre gli interessi passivi, sempre nella misura del 19%, su un massimo di 2582,28 euro per quelli stipulati a partire dal 1998.

Detrazione interessi mutuo: i documenti
Per poter usufruire della detrazione occorre presentare la documentazione che attesti i pagamenti delle rate del mutuo, il contratto di mutuo e l’atto di acquisto della casa, oltre che le fatture e i documenti relativi agli oneri accessori e ad un’autocertificazione sul fatto che la casa in questione sia l’abitazione principale.

Detrarre gli interessi di un mutuo cointestato
In caso di mutuo cointestato, a poter scaricare gli interessi passivi è il titolare del mutuo che è anche proprietario di almeno una quota della casa. Se lo sono tutti i cointestatari del mutuo, la detrazione va suddivisa tra loro. Nel caso di due coniugi cointestatari, di cui uno sia fiscalmente a carico dell’altro, colui che dichiara i redditi può usufruire del 100% della detrazione.
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Bonus verde, detrazioni nel modello 730 2019

Risultati immagini per detrazioni fiscali 2019

Nel modello 730 2019 è possibile effettuare le detrazioni per il bonus verde.

Il bonus verde 2019 è una detrazione introdotta dalla legge di Bilancio 2018 e prorogata anche per tutto il 2019. Si tratta di una detrazione del 36% delle spese sostenute per la sistemazione di aree verdi scoperte di pertinenza di unità immobiliari, quali giardini, terrazzi, balconi, privati e condominiali, anche con impianti di irrigazione e recupero del verde storico. 

Il tetto massimo di spesa per ottenere le detrazioni del bonus verde sono 5mila euro, per un importo massimo detraibili di 1800 euro. Però con un importante specificazione: il bonus verde non è alla persona, ma è sulla casa, quindi se si possiedono due unità immobiliari sulle quali si eseguono lavori di rinnovamento o sistemazione ex novo si possono sommare le due detrazioni.

In particolare le spese che danno diritto alla detrazione del 36% del bonus verde sono le seguenti:
pertinenze o recinzioniimpianti di irrigazionepozzicoperture a verdegiardini pensiliacquisto di piante o arbustigrandi potature
Si ha diritto alla detrazione del bonus verde sempre e quando i lavori siano stati eseguiti da imprese e da professionisti specializzati, ma non per operazioni "fai da te".

Per poter scaricare le spese sostenute per il bonus verde nel modello 730 2019 è necessario presentare la fattura e i relativi bonifici, per questa ragione i lavori di manutenzione possono essere effettuati solo da professionisti.

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Cedolare secca nella dichiarazione dei redditi, compilazione del 730 2019

Risultati immagini per detrazioni fiscali 2019 CEDOLARE SECCA

Chi affitta un immobile e decide di optare per il regime alternativo della cedolare secca deve indicarlo nel modello 730 2019

Cos'è la cedolare secca e come funziona

La cedolare secca è un'imposta che sostituisce l'Irpef, le addizionali comunali e regionali e l'imposta di registro e bollo e si applica ai redditi derivati da locazione. Per effetto della legge di bilancio per il biennio 2018-2019 è stato prorogata la cedolare secca al 10% per i canoni concordati. Dal 2018, inoltre, si applica anche la cedolare secca del 21% sugli affitti brevi.

Per poter applicare la cedolare secca il proprietario deve essere una persona fisica e il contratto deve riguardare una locazione abitativa. Quadro b nel 730 2019In entrambi i casi, la scelta della cedolare secca va dichiarata nella sezione I del quadro B del modello 730, indicando i dati dell'immobile concesso in locazionesegnalando la casella di colonna 11 "cedolare secca" indicando gli estremi di registrazione del contratto di locazione, nella sezione II del quadro BPer ciascun immobile il dichiarante deve compilare un rigo del quadro B (da B1 a B8). Nel caso in cui la situazione dell'immobile abbia subito cambiamentI importanti del corso degli anni, il dichiaRAnte deve compilare più righi, uno per ciascuna situazione, barrando la casella "Continuazione". 

730 2019 quadro f cedolare secca
Ai fini della dichiarazione dei redditi 2018, nel quadro F dovranno essere indicati:
versamenti acconto e saldo F24 cedolare secca sulle locazioni eventuali eccedenze delle precedenti dichiarazione, come crediti Irpef e addizionali comunali e regionali non rimborsati dal datore di lavoro e credito d'imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria ritenute e acconti sospesi a causa di eventi eccezionali importi acconto cedolare secca sulle locazioni per il 2016 Per compilarlo bisOgna indicare nei diversi righi
Rigo F1 - l'importo dei versamenti di acconto relativi all'anno 2015Rigo F3- Eccedenze che risultano dalla precedenti dichiarazioniRigo F4 - Eccedenze delle addizionali regionale e comunale che risultano dalla precedenti dichiarazioniRigo F6: va compilato dal dichiarante solo se ritiene di dover versare una somma più bassa da quella calcolata da chi presta attenzione fiscale



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Detrazione per l'acquisto di un immobile ristrutturato



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Nel modello 730 /2019 è prevista la detrazione per l'acquisto di immobili ristrutturati.

Vediamo come funziona

L'acquirente o l'assegnatario di un immobile oggetto di un lavoro di ristrutturazione spetta una detrazione pari al 25 per cento del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione. La detrazione è riconosciuta agli acquirenti in relazione alla quota di proprietà dell’immobile e spetta a condizione che la vendita o l’assegnazione dell’immobile sia effettuata entro 18 mesi dal termine dei lavori di ristrutturazione.

Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, la detrazione spetta all’acquirente o assegnatario nella misura del 50 per cento. L’importo pari al 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non può superare il limite di 96.000 euro.

Con riferimento alle spese sostenute negli anni passati:

la detrazione spetta nella misura del 36 per cento se il rogito è avvenuto dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2007 o a partire dal 1° gennaio 2008;
l’importo costituito dal 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non può superare il limite di 48.000 euro nel caso in cui l’acquisto o l’assegnazione sia avvenuta dal 1° gennaio 2008 ed i lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti dal 1° gennaio 2008. Il limite di spesa su cui applicare la percentuale va riferito solo alla singola unità immobiliare e, quindi, se più persone hanno diritto alla detrazione (comproprietari ecc.) il limite di spesa va ripartito tra loro.
È possibile fruire della detrazione anche se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato. In tal caso, la detrazione può essere fruita solo dall’anno d’imposta in cui detti lavori siano stati ultimati. Per gli acquisti effettuati fino al 2017, se si intende fruire anche della detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata al costruttore (rigo E59), dall’importo delle spese sostenute per l’acquisto va sottratto l’importo del 50 per cento dell’IVA pagata. La detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo da chi presta l’assistenza fiscale.
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Detrazione per l'affitto dell'abitazione principale

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Nel modello 730 per il 2019 sarà possibile detrarre anche le spese sostenute per l'affitto di una casa adibita ad abitazione principale.

Detrazione per la locazione di un'abitazione principale
L'importo della detrazione varia a seconda del tipo di contratto di locazione stipulato tra inquilino e proprietario di casa, se si tratta di cedolare secca o tassazione ordinaria.

Detrazione fiscale affitto cedolare secca per il 2019
Nel caso in cui l'affitto sia stato stipulato utilizzando la cedolare secca, l'importo detraibile varia a seconda del reddito.

se il reddito non supera i 15.493,71 euro si possono detrarre 495,80 euro
se il reddito è tra 15.493,72 e 30.987,41 euro si possono detrarre 247,90 euro
Per portare in detrazione l'affitto con cedolare secca, il contribuente deve compilare il rigo E1 del modello 730 per il 2018 e indicare il codice 2.

Detrazione affitto tassazione ordinaria nel modello 730

Per i contratti di locazione con tassazione ordinaria si ha diritto a una detrazione di: 300 euro se il reddito non supera i 15.493,71 euro e di 150 euro se il reddito è tra i 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Il contribuente deve indicare tali spese nel Rigo E1, Codice 1 del 730.

Detrazione affitto abitazione principale senza residenza
Per i contratti di affitto di un'abitazione principale senza residenza è comunque ammessa una detrazione per il 2019. L'articolo 16 del Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi, prevede che la detrazione spetta "ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale". Non è richiesta la residenza anagrafica.


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Detrazioni per il bonus mobili 

Risultati immagini per detrazioni fiscali 2019




Anche per il 2019 sarà possibile detrarre nel modello 730 le spese sostenute per il bonus mobili ed elettrodomestici, sempre e quando l'acquisto sia destinato a un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione.La detrazione del 50% del bonus mobili è valida per le spese, anche se sostenute all'estero, per l'acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica (nonché per i grandi elettrodomestici per i quali non è obbligatoria l’etichetta energetica). Il beneficio è rivolto unicamente alle spese sostenute per l’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.La detrazione per il bonus mobili spetta unicamente per le spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici in immobili dove siano stati eseguiti i seguenti lavori di: manutenzione ordinaria manutenzione straordinaria restauro e risanamento conservativo ristrutturazione edilizia necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi restauro e di risanamento conservativo Il collegamento tra l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici e l’arredo dell’immobile oggetto degli interventi edilizi deve sussistere tenendo conto dell’immobile nel suo complesso. L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è, pertanto, agevolabile anche se i beni sono destinati all’ arredo di un ambiente diverso da quello oggetto di predetti interventi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli specifici interventi edilizi sopra richiamati.Quali sono le modalità di pagamento delle spese.Per la fruizione della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici i contribuenti dovevano eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione edilizia Documenti da conservare per usufruire del bonusAi fini della detrazione deve essere conservata la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti Modello 730 2019: limite detrazione bonus mobiliLa detrazione è calcolata su un importo massimo di euro 10.000, indipendentemente dall’ammontare delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Il predetto limite è correlato ad ogni singola unità immobiliare oggetto di “ristrutturazione”, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune oggetto dell’intervento. Al contribuente che esegue gli interventi su più unità immobiliari il diritto alla detrazione è riconosciuto più volte




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